astrofolk(ManìnBlù, 2007)
“Astro” sta ad indicare l’aspirazione universale della forma canzone – sintesi delle nostre diverse evoluzioni musicali – mentre “Folk” la caratterizzazione locale, sia tematica che musicale. L’incontro tra le due dimensioni è il cuore del nostro lavoro.

Testi di Alberto Padovani
Tranne “Oltre” – Testo di Andrea Cremonesi

 

 

CUORE (presunto)

…e intanto sto ridendo sopra il muro dietro casa
e insieme a me ride anche il mondo nascosto in campagna
Se mi saluti con la mano Ti vedrò partita, andata
Forse per fare le tue spese o forse per un’altra vita

Potrai riprenderti una laurea all’ingrosso o un’altra specializzazione
Cambiare taglio di capelli oppure raderti il cespuglio
e questo è tutto oh oh oh oh
e questo niente mi ha distrutto

…e intanto sto piangendo sopra il muro dietro casa
e insieme a me piange anche il cane o forse ha solo fame
io ti direi di prendergli la ciotola in cucina
Ti chiederei di riportarmi quattro o cinque vite
Insieme oppure in fila una dopo l’altra le hai rubate
Oppure le hai nascoste molto bene in fondo al tuo presunto cuore
Oppure le hai nascoste molto bene in fondo al tuo presunto cuore

Potrei riprenderle violentemente trovandoti a casa
Ma sto qui e aspetto che sia tu a cercarmi e spero non m’illuda
e questo è tutto oh oh oh oh
e questo niente mi ha distrutto

…e intanto sto ridendo sopra il muro dietro casa

 

VESPRO MIGLIORE

Ti tengo con me, tra il volante e il cambio, ti tengo con me
Tra il palmo della mano
e la curva del lunotto
Stai qui, ti tengo con me
e parlami piano
Raccontami il tuo niente
che tanto ci diciamo… Tutto

Sei il mio vespro migliore
Qualcosa scende col sole
Ma il mio cuore sale in gola

Ti tengo con me, con l’anima molle a contemplare
Stai qui, con il mio fantasma
L’olandese volante che pilota
lo spirito ad alta quota

Sei il mio vespro migliore
Qualcosa dentro mi muore
che non c’è salvezza al di fuori
e non c’è logica là fuori

Stai qui, ch’è tutto qui, e non serve nient’altro

Ti tengo con me, tra il volante e il cambio, ti tengo con me
Tra il giro della luna
e il cerchio delle stelle
Stai qui, ogni tempo ha il suo modo speciale
per rendere eterno
un amore

E tu, Sei il mio vespro migliore
Qualcosa ancora splende nel sole
Sei il mio vespro migliore
Qualcosa scende e guarisce

 

ARGINE PRIMAVERA

(aprile 2004)

Sull’erba appoggi il tuo bel culo
E questa mossa semplice è già magica
In se e per sé non ha molto da dire
Ma senti tutto il mondo in diretta
Con le onde radio che attraversano
il tuo strato di pelle e regalano brividi di novità inattese

No non è come l’anno passato
Tutto qui è diverso dall’inverno
No non è come l’anno passato
Tutto qui è diverso dall’inverno

No non è possibile non è proprio possibile
sopportare questo vento

No non è possibile non è proprio possibile
Talmente intenso da stravolgere la mente
sotto i tuoi capelli e mandare affanculo
i tuoi progetti importanti
i tuoi pensieri ribelli
e tutti i tuoi falsi tranelli

E aspetti l’ora
dove il sole non è più padrone
dell’argine primavera
e rincasano i paesani e i poeti prendono quota
e perdono il cordone infetto che li impiglia al mondo

Stiamo qui
Senza memoria
Stiamo qui pieni d’aria
Che transita abbondante
e sveglia i nostri cervelli in naftalina

No non è come l’anno passato
Tutto qui è diverso dall’inverno
No non è come l’anno passato
Tutto qui è diverso dall’inverno

No non è possibile non è proprio possibile
ignorare questo tempo

No non è possibile non è proprio possibile
talmente intenso da sconvolgere anche i demoni
più radicati al suolo
e mandarli a fare in culo

Mentre ti giochi una fetta di destino
E ti bevi un aperitivo rosso sangue
Al tramonto dell’argine primavera
Bloody Mary o Molly Bloom
Le cose non ritornano le stesse
Quella fetta di limone che hai tra i denti
Ora è infetta di ricordi che non fuggono
E che non vanno via

 

COMETA

Eri all’alba come un sole
che si accende oltre le nuvole
Come quando torni a casa e
vai a letto mentre il giorno cresce

Sei come una cometa
che fugge la durata
Come quando scappi via da casa
Solo per una sfuriata
solo per una tua menata

Attraversando i viali
dell’antica città
scalciando sassi nei vicoli
con rabbia di libertà
scalfendo pietre agli angoli
con lacrime di verità
suonando ad ogni casa
con silenzi di novità

Eri ancora all’equatore
e al polo di ogni amore
come un audace esploratore
ti avventi sopra a terre nuove

Sei il vento che ti muove
il dubbio senza prove
come quando cerchi la tua strada
e ogni volta cambierà

Attraversando i campi
della tua antica terra
e somigliando a un vecchio
che perde l’ultima guerra
Recuperando simboli,
segni della tua storia
vai incontro al tuo destino
senza ombre di falsità.

Eri all’alba come un sole
che si accende oltre le nuvole
Sei come una cometa

PERCORSO D’OMBRE E LUCE

Qui mi sto appollaiato su un ramo
fumando l’erba dei campi viola
e qui mi sto appisolato e sognante
pensando a come ti passa e va

Questo tempo a volte lo stesso
assai usuale altre che ti sfugge
e vista da quà tutta quella corrente
lo sai che sembra un fiume di gente
e tu ti senti un giunco

Ma il tuo pensiero è là
molto vicino al niente
Ma tu ti trovi un po’ più in là
come chi non ci sente
Come chi se ne va
dentro un percorso d’ombre
Come di chi si schiera
controcorrente da sempre

Sei ritornato al punto da cui eri partito
Sei ritornato e ancora non hai capito
Che la tua vita è solo quando la sai
Che la tua storia è quella e solo
Quella che hai da dire.

TODO

La mecca dei miei occhi
La vetta del mio ego
L’agilità dei fianchi
L’attesa che non manchi
Sei tutto ciò Sei tutto o niente
Sei tutto o sei niente
Sei ora o mai più

La vittoria di Pirro
L’enigma della Sfinge
Il rischio e il privilegio
L’azzardo del mio gioco
Sei tutto ciò Sei tutto o niente
Sei tutto ciò che prendo
O tutto ciò che perdo, per sempre

Tutto quel che ho quando l’ho avuto è zero
Tutto quel che ho quando l’ho avuto è zero
Tutto quel che ho quando l’ho avuto è zero
Tutto quel che ho quando l’ho avuto è zero

La borsa in un acuto
L’azione su cui punto
La birra quando ho sete
Il ponte sull’estate
Sei tutto ciò Sei tutto o niente
Sei tutto ciò da vincere o solo un fallimento
Un vuoto a perdere

Sirena in un incanto
La musa del mio canto
La bocca che consola
La testa di cazzo che… mi lascia sola
Sei tutto ciò Sei tutto o niente
Sei tutto ciò che uccide o tutto quello che fa rinascere

6 todo 6 todo 6 todo 6 todo 6 todo 6 todo 6 todo 6 todo 6 todo 6 todo 6

 

OLTRE

Oltre una nuda notte padana che respira immobile nel suo silenzio
Oltre una mano aperta ai tuoi fianchi che grida calore e trema insicura
Oltre una goccia uccisa dalle dita quando la rabbia ti corrode dentro
Oltre una croce schiacciata in cielo, Schiava e Regina del suo Mistero

Puoi sentire il sole
Come brucia il sole
Come brucia il sole
Brucia su te, Brucia su me

Oltre un secondo negli occhi di un bimbo fragile forte piangere ridere
Oltre una spiga fertile paura di credersi pronti per essere pane

Puoi sentire il sole
Come brucia il sole
Come brucia il sole
Brucia su te, Brucia su me

Oltre una goccia
oltre una notte
oltre una mano
oltre una croce
oltre un bambino
oltre una spiga
oltre un mistero
Oltre il Sole Oltre il Sole
Oltre il Sole Oltre il Sole
Oltre

 

UOMO D’AUTOSTRADA

Uomo d’autostrada viaggia senza più rimedio
Per autogrill
Lungo la corsia si guarda anche un po’ all’indietro
Un altro tir

Il rombo dei motori
Il vento butta fuori da lì
Tutta una teoria di auto e macchine mentali

Là dentro
Chi c’è
Non vedo
Che or’è

E quale mistero
dietro a quel vetro fumé

Uomo d’autostrada viaggia a caldo gelo e freddo
Ritorna lì
Lungo la giornata perde sempre qualche pezzo
Un souvenir

Lo sfoglio dei giornali
Dal vetro guarda fuori di lì
Tutta una corsia di auto e fulmini banali

Là fuori
Chi c’è
Chi chiede
Di me

E quale destino
Dietro a quegli occhi fumé

Uomo d’autostrada viaggia senza più rimedio
Uomo d’autostrada…

 

UNA STORIA ITALIANA

(Italia, giugno 2001- aprile 2006… alle memorie corte)

Ah è una storia italiana
Un grande figlio di puttana
Un’accozzaglia un po’ strana
Nell’aria odore di grana

Ah è una storia sospesa
Sei anni dopo ripresa
Piena di liste della spesa
e di incarichi a sorpresa

Ah è una storia ambiziosa certo una facciata lombarda operosa
come di chi ti nasconde qualcosa, l’amante
un pacco bomba, in un regalo alla sposa

Italia sei calda? Anch’io
Italia sei pronta? Anch’io
Apriti tutta che ti sfondo

Dalle valli al profondo del mare
Ti attraverso con ruspe e petroliere
Dalle valli al profondo del mare
Ti attraverso con ruspe e petroliere

(Mi si consenta)
E’ una storia vincente, serena
con la risata smagliante, da iena
la caramella al perdente
la bustarella al mandante

E’ una storia perfetta
Capolavoro di fede e destrezza
Pubblicizzata ogni sera in diretta
Chi è quel comunista che non l’apprezza
Chi è quel comunista che mi disprezza
Chi è quel comunista lì

Italia sei pronta? Anch’io
Italia sei calda? Anch’io
Apriti tutta che ti sfondo!!!!

E nel bel mezzo del telegiornale
Vi sparo venti minuti a reti unificate
E nel bel mezzo del telegiornale
Vi sparo venti minuti a reti unificate

Perché è una storia italiana, è una storia italiana…

Italia sei pronta?
Anch’io
Italia sei calda?
Anch’io
Apriti tutta che ti sfondo…

SULLA VIA PER MANTOVA

(ispirato alla vera storia di D.A.)

Parte sempre da più in là
La storia di una faccia su un giornale
Porta sempre un po’ più in là
La storia di un amore andato a male
Prima di questa realtà
C’è un altro mondo che non puoi vedere
E dopo tutto non sai più
Chi è che aveva torto e chi ragione

Sulla via per Mantova
Mi sono incamminato stamattina
Sulla strada più lunga
In cerca di una possibilità
Ieri ero in galera
Scontando una colpa da non dire
Viaggerò fino a stasera
Scordando chi ha torto e chi ragione

Fuggirò dalla città
Che mi ha portato l’anima alla pena
Voglio solo libertà
E so che ho spezzato una catena
Sulla via per Mantova
Mi fermerò per chiedere da bere
Presto io ripartirò
Alzando la speranza col bicchiere

Parte sempre un po’ più in là
La storia che stai adesso ad ascoltare
Porta sempre un po’ più in là
La storia di una vita da salvare
Sulla via per Mantova
Ritroverò un sorriso dato in dono
Sulla strada arriverà
Il tempo di rivivere il perdono

LA BALLATA VELOCE DELLA PARMA

(Parma, Oltretorrente, 1922)

Salta al galoppo la Parma voladora, ah ah
Scende di notte e te la trovi piena ah ah
Sbatte sui ponti e i piloni senza chiedere scusa
Schizza sull’erba verde e lascia solo merda ah ah

Salta la gente che vede la Parma voladora
Sbarra i suoi occhi al passaggio e urla di paura mentre
Salta le siepi e gli steccati e ti buca l’aiuola
Scheggia veloce sui sassi e disperde le bisce

Rullano i cupi tamburi della rivoluzione… Terrore!!!
Rivolta la Parma rotolante le scene d’ipocrita pace
Riveste di rosso i borghi e sporca le violette di regime
Raggiunge l’oltretorrente che guida la resa dei conti!!!

Salta la gente che vede la Parma voladora
Sbarra i suoi occhi al passaggio e urla di paura
Rosso al tramonto il cielo si colora di sangue padano
Ridacci i nostri figli migliori, al vento che ti ispira

Salta al galoppo la Parma voladora, ahah
Scende al galoppo la Parma voladora, ahah
Stende lo sciocco la Parma voladora, ahah
Saluta e non bacia la Parma voladora

Ahah ahah ahah ahah!!

 

Solco

(strumentale, agosto 1987)
Nella natura violentata
e negli arbusti secchi
Sento che affondo
i piedi e sento
Le radici lontane
e scure di terra
da un’altra parte di mondo
Mescolate ora
con la nuova plastica
Mescolate ora
con la nuova plastica
Mescolate ora
con la nuova plastica

NELLA BOTTEGA DEL VETRO

(Strumentale, Gubbio, 1994)